Tutelare la professionalità infermieristica anche oltre il giudizio del Tribunale

Tutelare la professionalità infermieristica anche oltre il giudizio del Tribunale

Conti, Presidente: “Rispettiamo la sentenza ma si rischia di creare confusione sulle competenze”.

ANCONA – L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Ancona prende atto con rispetto della sentenza del Tribunale di Ancona che ha rigettato il ricorso promosso da alcuni infermieri in servizio presso la Casa Circondariale di Montacuto, escludendo il demansionamento nello svolgimento di alcune attività riconducibili al profilo di operatore sociosanitario (OSS).

Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della Magistratura, il Presidente Giuseppino Conti per conto dell’Ordine, ritiene opportuno richiamare l’attenzione su un tema di principio: “la tutela della professionalità, dell’immagine e dell’identità dell’infermiere. La sentenza riconosce che le attività proprie del profilo infermieristico sono rimaste prevalenti e considera le mansioni di carattere logistico e di supporto come marginali e giustificate dalle particolari esigenze organizzative e di sicurezza dell’ambiente penitenziario”. Tuttavia, OPI Ancona evidenzia “il rischio che l’attribuzione sistematica e prolungata di compiti propri del personale di supporto possa, nel tempo, determinare una progressiva confusione dei ruoli e un indebolimento della specificità professionale dell’infermiere” – insiste Conti.

L’Ordine richiama i più recenti orientamenti giurisprudenziali, secondo i quali il rispetto della professionalità non può essere valutato esclusivamente sulla prevalenza quantitativa delle mansioni qualificate, ma richiede che quelle inferiori rimangano realmente occasionali e marginali. Per questo motivo OPI Ancona invita le aziende sanitarie a garantire un adeguato impiego di operatori sociosanitari, in particolare nei contesti ad alta complessità come le strutture penitenziarie, affinché gli infermieri possano dedicare il proprio lavoro alle attività clinico-assistenziali, organizzative e di presa in carico previste dalla normativa vigente.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Ancona attraverso il proprio presidente propone inoltre “l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione, con le Direzioni Aziendali, con il sistema della residenzialità e con le organizzazioni sindacali per definire linee guida condivise sull’impiego delle competenze infermieristiche e sui limiti dell’assegnazione a mansioni di supporto”.  Quanto sopra assume rilevanza ancora maggiore tenuto conto del DPCM 28/2/2025 che ha istituito la figura dell’Assistente Infermiere e del DPCM 25/3/2025 che ha modificato il profilo professionale dell’OSS, con la conseguente necessità di rivedere le organizzazioni, gli staffing e gli skill-mix.

Al contempo, OPI Ancona esprime vicinanza ai colleghi che hanno promosso il ricorso, riconoscendo il valore della loro iniziativa nell’aver portato all’attenzione pubblica un tema centrale per la qualità dell’assistenza, la sicurezza nelle strutture penitenziarie e la tutela della dignità della professione infermieristica.

Ultimo aggiornamento

16 Luglio 2026, 09:04